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Non so effettivamente quale sia stato il motivo scatenante del mio ritorno.
O forse sì.
Più che altro si è trattato di una serie di piacevoli coincidenze (?) che hanno acceso una candelina già da tempo pronta su una bella torta di pan di spagna.
E' passato più di un anno dall'ultimo post che ho lasciato in questo spazietto. Tante cose sono cambiate: la mia vita è cambiata, totalmente stravolta.
Il Museo è ormai un dolce ricordo coperto dalla frenetica vita di università.
Ogni tanto mi pento di questo colpo di testa ma generalmente non rimpiango nulla. Se non avessi mollato tutto per iscrivermi all'università probabilmente avrei avuto rimpianti nel futuro per cui il bilancio è attualmente ancora positivo.
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Così, eccomi qui, appena tornata a casa dopo una intensa settimana di lezioni a Venezia.
Finalmente ho trovato casa dopo un anno trascorso da pendolare (a oltre 200km di distanza non è proprio un'impresa semplice). Ammetto di essere molto indietro con gli esami: due sole firme sul libretto. L'unica consolazione a questa miseria è che le due belle firmette sono precedute da un trenta ciascuno.
Ok, non è molto ma considerate le peripezie dello scorso anno direi che sono già qualcosa.
Tanto per cambiare nella mia testa le idee sono sempre più molteplici e sempre meno chiare: ho abbandonato la strada dell'antropologia (almeno temporaneamente) per dedicarmi all'archeologia preistorica. Evidentemente subisco il fascino dell'antico e perduto.
Se riuscirò mai a laurearmi, spero di potere riprendere più approfonditamente il "discorso antropologia" nella specialistica. Al momento di salti mortali per sistemare il piano di studi ad hoc (non ancora firmato nè, ovviamente presentato) ne son stati fatti tanti.
Sperim ben!
Udine ha ancora un posto rilevante nella mia vita. Anzi, direi che si è anche presa uno spazio ben più consistente data la presenza di nuovi, cari amici da cui torno sempre con piacere (oltre al mostro, sempre lui, che da ormai 4 anni pervade la mia placida esistenza :P).
Brescia c'è, anche se poco. Ci sarà sempre perchè a questa città son legata da tante cose (la famiglia, gli amici, il Museo) anche se adesso chiamare casa Brescia mi suona strano.
Ormai "casa" non è più un'entità fissa: casa per me è ciò che mi porto dietro nei miei spostamenti, ciò che trovo una volta a destinazione.
Brescia, Udine, Venezia... tre luoghi, tre diverse "case" (alla faccia dell'ICI :P).
Non posso tralasciare la casa-treno: un giorno o l'altro credo che potrei fare un conto di quante giornate della mia vita sono state spese in piedi, in precario equilibrio con valigie annesse, o seduta, sprofondata in un sedile addormentata, sballottolata dal movimento del treno fermata dopo fermata. Credo che potrei scoprire piacevolmente di avere trascorso in treno molte più ore di quanto un essere umano possa concepire.
Mi rendo conto che questo post potrebbe non avere mai una fine: condensare un anno di vita in poche righe richiede una facolta di sintesi estrema che mi è decisamente ignota.
Forse è meglio lasciare questo lavoro ai post futuri, sperando di ritrovare quella continuità di scrittura che tanto mi è mancata, che tanto mi manca...
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