'Non viaggio mai senza il mio taccuino. Bisogna sempre avere qualcosa di sensazionale da leggere in treno'
Oscar Wilde


Parole in Caduta Libera



Sono esploratori cattivi
quelli che pensan che
non ci sia terra se
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mare
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template su una base
di Anji


"Pausa-sigaretta!" annunciò il pater. Evidentemente le mie riflessioni gli avevano fornito un pretesto per tenere una delle sue miniconferenze. Parcheggiò l'auto su un'altura dalla quale si godeva una splendida vista dell'Adriatico. "Siediti!" mi ordinò dopo essere usciti dalla macchina, indicando un grosso sasso. "1349", attaccò. "La peste nera", aggiunsi prontamente. In storia ero abbastanza ferrato, ma non riuscivo a immaginare che cosa c'entrasse la peste nera con il caso specifico. "Bene", disse lui e prese fiato. "Certamente saprai che metà della popolazione norvegese ci ha lasciato le penne, a causa di quella terribile epidemia. Però, a questo proposito, ci sono alcuni fatti che non ti ho mai raccontato." Quando incominciava su quel tono, sapevo che era meglio mettersi comodi. "Ti è chiaro che a quell'epoca tu avevi svariate migliaia di antenati?" proseguì. Scossi il capo sconsolato. Com'era possibile una cosa simile? "Ciascuno di noi ha due genitori, quattro nonni, otto bisnonni, sedici trisavoli e via di seguito. Se fai il calcolo a ritroso fino al 1349 diventano proprio un bel gruppetto, no?" Feci cenno di sì con la testa. "Poi arrivò la peste bubbonica. La morte viaggiava di borgo in borgo, e i più colpiti erano i bambini. Ma nessuno di loro morì." "E come puoi esserne tanto sicuro?" domandai sbalordito. Lui fece un tiro dalla sigaretta e concluse: "Perchè sei seduto qui a goderti il panorama dell'Adriatico". Ancora una volta mi aveva spiazzato con le sue argomentazioni. Però intuivo che aveva ragione: infatti se uno solo dei miei avi fosse morto da bambino, non avrebbe potuto diventare mio avo. "Le probabilità che uno solo dei tuoi antenati morisse nell'infanzia erano vertiginosamente alte" aggiunse e, a partire da quel momento, le parole gli sgorgarono fuori a cascata. "Perchè non si tratta soltanto della peste nera, sai. In effetti tutti i tuoi antenati sono diventati grandi e hanno avuto figli, persino quando sono capitate le peggiori catastrofi naturali, persino in tempi in cui la mortalità infantile era assai elevata. Molti, naturalmente, saranno stati colpiti da una o più malattie, però ce l'hanno sempre fatta. Da questo punto di vista, tu, Hans Thomas, sei stato ad un passo dalla morte cento miliardi di volte: la tua vita su questo pianeta è stata minacciata dagli insetti a dalle bestie feroci, dalle meteore e dalla folgore, dalle malattie e dalle guerre, dalle inondazioni e dagli incendi, dai veleni a dai tentativi di assassinio. Nella battaglia di Siklestad, per esempio, tu sei stato ferito centinaia di volte. Perchè di sicuro avevi antenati da tutt'e due le parti. In realtà eri in guerra contro te stesso, contro le tue possibilità di venire al mondo mille anni più tardi. La medesima cosa, lo sai, è accaduta nell'ultima guerra mondiale. Se, durante l'occupazione, il nonno fosse stato colpito a morte dal fucile di qualche bravo cittadino norvegese, né tu né io avremmo visto la luce. Il nocciolo della questione è che questo si è verificato diversi milioni di volte nel corso della storia. Ogni volta che le frecce volavano sibilando nell'aria, le tue probabilità di nascere venivano ridotte al minimo. Eppure, Hans Thomas, ora tu sei qui, seduto a parlare con me! Riesci a capirlo, questo?" "Credo di sì", risposi; perlomeno credevo di capire l'importanza della foratura della nonna, lassù a Froland. "Ti sto descrivendo un'unica, lunga catena di casi fortuiti", riprese il pater. "In realtà, quella catena risale fino alla prima cellula che si divise in due dando il via a tutto quanto oggi cresce e germoglia su questo pianeta. Le probabilità che, nel corso di tre o quattro miliardi di anni, la mia catena non si spezzasse erano talmente infime da risultare pressochè impensabili. Eppure ce l'ho fatta, per la miseria! Alla faccia di tutti, ce l'ho fatta. E la mia ricompensa è l'incredibile fortuna di vivere su questo pianeta insieme con te. E di capire quanto è fortunato il più piccolo dei lombrichi a vivere su questo stesso pianeta." "E che ne è degli sfortunati?" domandai. "Non esistono!" esclamò il pater, quasi gridando. "Non sono mai venuti al mondo. La vita è una grande lotteria, in cui vengono estratti soltanto biglietti vincenti." Poi tacque e rimase a lungo a guardare il mare.

(Jostein Gaarder - "L'enigma del solitario")
paubau «» 00:08 «» commenti (6)

venerdì, luglio 30, 2004

A volte può essere difficile chiudere il cerchio.
Chiudere il cerchio, sì, cioè prendere da parte le cose passate, buone o cattive non conta, e fermare i ricordi che esse ci posson dare, fermarli specialmente se negativi. Chiudere il cerchio affinchè essi restino lì, all'interno: da poter ancora guardare senza il timore che corrano in giro.
Forse Sabato chiuderò un piccolo cerchio: rivedrò una persona che HA voluto litigare con me. Malignamente (ma non credo di andarci lontana) so che ha colto un pretesto insulso per tagliare un'amicizia che, per lei con l'idea di amicizia=convenienza, non aveva più motivo di esistere.
Lo so benissimo, è passato un anno, ma il ricordo mi fa comunque stare male. Non mi piace avere "casi" aperti in giro. In certe cose è bene dare un taglio netto: gli strascichi finiscono solo per fare male ogni volta che vengono calpestati.
Chiuderò sto benedetto cerchio e, se sentirò che è andata in giro a professar sputtanate sul mio conto, capace che mi scappi anche un bel cedro sul muso ^^
paubau «» 03:21 «» commenti (14)

mercoledì, luglio 28, 2004


IL GIOCO DEL SE FOSSI

Se fossi un animale un orso, o una nutria
Se fossi un numero tutti i numeri con 1, 7 e 4
Se fossi un colore verde e arancio
Se fossi uno sport baseball e nuoto
Se fossi una materia scolastica scienze e lingue straniere
Se fossi un mestiere naturalista
Se fossi un luogo un bosco
Se fossi un periodo storico il rinascimento
Se fossi un genere musicale sarei una di quelle compilation miste da ascoltare in auto a tutto volume
Se fossi un film Jesus Christ Superstar
Se fossi una lettera H
Se fossi un oggetto uno zaino, uno strumento musicale a percussione
Se fossi un giorno della settimana Lunedì e Mercoledì
Se fossi un pianeta Giove
Se fossi un mese Ottobre
Se fossi un indumento una maglietta strausata
Se fossi una pietra un sasso rotondo di fiume
Se fossi un libro un libro di Pennac
Se fossi una canzone Oh happy day!
Se fossi un cibo una torta salata con carote, piselli e patate
Se fossi una bevanda Chinotto, Guinness e Sprite
Se fossi uno strumento musicale un tamburo
Se fossi un profumo il profumo dell'erba bagnata
Se fossi un frutto una mela
Se fossi una verdura patata
Se fossi un gelato yogurt e pistacchio
Se fossi una nazione Irlanda e Ungheria
Se fossi una lingua inglese
Se fossi un fiore margherita gigante
Se fossi una capitale Dublino
Se fossi un gioiello Claddagh ring
Se fossi un'arte il canto
Se fossi un sentimento simpatia
Se fossi un pregio generosità
Se fossi un peccato capitale pigrizia
Se fossi una calzatura scarpe da ginnastica belle comode
Se fossi un rumore il rumore dell'acqua dei ruscelli
Se fossi un'auto una Uno Hobby bianca
Se fossi un mezzo di trasporto treno
Se fossi una citazione "Un santo è tale finché non viene a saperlo" A. de Mello


.
paubau «» 16:43 «» commenti (5)

Sono tornata ieri sera, con tanta stanchezza e mille cose da raccontare.
Peccato che, appena varcata la soglia di casa, mi sia sentita svuotata.
Più tardi un altro post...
paubau «» 11:01 «» commenti (1)

martedì, luglio 27, 2004



Per "completare" la serie dei biglietti di compleanno, questo è quello che ho scarabocchiato per la Silvia,
da poco tornata da un Erasmus (o simili) di 9 mesi a Parigi.
Da notare è l'errata corrige della data che in realtà avrebbe dovuto essere il 27.06.
Ma non sono questi piccoli errorucci a rendere l' "opera" (???) un pezzo da collezione? :P


[per la versione ingrandita, cliccare sull'immagine]

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Dimenticavo, ringrazio sentitamente l'Ikea per la fornitura continua di matite, materiale senza il quale non saprei nemmeno con cosa riempire i cruciverba :P
paubau «» 22:21 «» commenti (8)




[avrei voluto andare a dormire presto ma la spirale dei link mi ha portato a buttare giù subito un post che stavo rimuginando da tempo]


Domenica sera: a casa del Pituffo.
Il discorso è caduto su Israele, sul muro costruito e subito condannato dal tribunale dell'Aia, sulle ragioni (o i torti) degli Israeliani.

L'unica conclusione, che più che altro è una domanda, è stata questa:


" Ad una Nazione, ad un certo punto del XX secolo, è stato regalato uno Stato con la premessa -più o meno esplicita- di farne diventare lo Stato degli Ebrei. Questa premessa è ciò che già, da sola, legittima il muro che Israele vuole costruire.
Se mi viene regalato un condominio, con la premessa di farne una casa per i "miei", non è forse vero che posso decidere a quali condomini dare alloggio senza che alcuno ci possa mettere becco? Allora, il Govero di Israele, eletto con regolari elezioni dalla maggioranza della popolazione, non ha il diritto di decidere circa l'occupazione del proprio territorio?
Certo, è vero che attuare una "pulizia etnica" -non sempre violenta, come ad esempio quella attuale (e dimenticata) in Kosovo a discapito dei serbi- non è mai LA soluzione ma io mi chiedo, come è possibile condannare un muro posto a difesa contro gli attentati di chi, purtroppo, nemmeno si fa scrupoli a mandare i propri figli a farsi esplodere nel segno di un ideale? E, soprattutto, com'è possibile che si condanni questo muro e non anche tutti questi altri ed ancora questo?
La situazione odierna si è creata a causa di un errore. E l'errore non è di ebrei nè di palestinesi: per ritrovarlo, bisogna andare molto più a monte. Israele è uno stato creato senza tenere conto delle realtà culturali/religiose già presenti su quel territorio. Quindi, i Palestinesi non hanno torto a reclamare per sè quel pezzetto di terra -anche se son convinta che non se ne curassero molto quando, prima degli ebrei, quella terra conosceva solo l'aridità-, per contro gli Israeliani hanno tutto il diritto di fare del loro Paese -regalato loro da un organismo internazionale pertanto "legittimo"- ciò che desiderano.
Insomma, non sarebbe il caso che i creatori di questo grande torto si dessero da fare per trovare una soluzione al problema? O, almeno, per trovarla in fretta?
No perchè, dopo tutti questi anni, gli Israeliani sono giunti a trovarsi una soluzione da soli, quella del muro, che però non è andata giù a quelli abituati ad avere gli occhi foderati di ipocrisia.
"

[piccoli edit]
- l'ebraismo è, delle tre religioni abramitiche, quella che mai ha attaccato in nome di Dio, quella che mai ha organizzato guerre sante o di liberazione. Eppure è la più antica ed è sopravvissuta anche senza professare, pur se per brevi periodi storici, la violenza come mezzo accettabile di "evangelizzazione" (come stona 'sta parola...)
- non sempre ne parlano ma questo muro non è atto a delimitare TUTTO il territorio dello Stato: esso viene posto a tutelarne la sicurezza di una porzione. Non mi pare una cosa tanto inaccettabile, al confronto di altri muri o di altri metodi che, al contrario, riscutono pareri favorevoli o taciti assensi dall'attenzione internazionale.
paubau «» 00:57 «» commenti (18)

mercoledì, luglio 21, 2004


In questi giorni sono proprio... beh, dalle parti del Pituffo direbbero "smonata" e credo che un po' dappertutto questo basti a rendere l'idea.
L'atmosfera è insopportabile: non parlo del caldo appiccicaticcio che ti striscia addosso con la stessa leggiadrìa di un lumacone bavoso. No.
Se avessi solo da lamentarmi del caldo, credo che riuscirei a scrivere giusto poche parole. Nella fattispecie "Ho caldo. Voglio che arrivi Natale". Con la consapevolezza certa che a Dicembre seguirà la lamentela di rito "Dio, che freddo becco! Perchè non viene presto Luglio?". Meno male che non amo lamentarmi. Almeno il tutto si esaurisce così: scoccata rapida ed indolore (quasi).
La giornata s'è aperta nel peggiore dei modi, con un'incazzatura da manuale per una lettera che mi è stata consegnata esattamente il giorno dopo della scadenza della validità del suo contenuto: la possibilità di apertura di un nuovo conto bancario, assolutamente privo di costi di gestione -mentre l'attuale mi succhia più soldi di quanti ne riesca a risparmiare- e con la possibilità di effettuare i prelievi bancomat senza tassa da qualsiasi sportello nazionale. Se poi ci aggiungiamo il fatto che, all'apertura di un nuovo conto -poichè è l'offerta "compleanno"- mi avrebbero regalato una macchina digitale -pure scrausa magari, ma almeno gratis!- non avrei tardato a scappare di corsa dalla mia banca attuale, cosa che già da tempo medito di fare.
Mia madre ha, naturalmente, dimenticato di consegnarmi la lettera -che arriva presso la sua cassetta postale- nonostante la avesse già aperta e letta. Come al solito. Anche questa piccola "ritualità" della posta ha contribuito all'aumento della mia incazzatura.
Per il resto -cioè un piccolo triangolino di vita che cerca a tutti i costi di galleggiare-, tutto bene direi. Mio padre mi ha riservato una risposta inaspettata e questo mi ha ridato un minimo di buonumore che mi permette di salvare la giornata acciuffandola per la fine dei capelli.

Non avevo voglia di scrivere, proprio no, questa sera. Ma mi ci sono costretta, un po' perchè non voglio lasciare questo blog spoglio -ho tante cose da postare ma la mia capacità di ricostruire i miei pensieri in parole sembra essersi data alla fuga. E come biasimarla...- ed un po' perchè, scrivendo, mi rendo conto di tante cose anche io.
Cose quasi invisibili, che non avevo considerato, ma che emergono con la scrittura tanto da diventare degne di un passo indietro per una maggiore osservazione.
E, anche in queste piccole cose, anche dopo un giorno di cose, persone, pensieri "rimessi in discussione", mi rendo conto di avere preso dai miei genitori molto più di quanto io stessa riconosca. Ne sono un po' orgogliosa, un po' riluttante.

Non volevo scrivere nulla, ho scritto un papiro.
Boh?
paubau «» 23:27 «» commenti (2)

martedì, luglio 20, 2004



Ecco il primo dei due disegni che ho realizzato come "bigliettino di auguri" per i compleanni di due mie amiche
(questo, in specifico, è il bigliettino per la MU).
Visto che Giorgio mi aveva chiesto di postare un disegno, spero che gli piaccia :)
In questo momento purtroppo non ho tempo di fare niente di nuovo :(


[per la versione ingrandita, cliccare sull'immagine]


P.S. avviso che non riesco più a leggere i commenti :( si vede che Splinder in questi giorni fa i capricci. Nel caso, la mia e-mail è lì, da qualche parte, nella colonna di sinistra :)
paubau «» 18:09 «» commenti (6)

venerdì, luglio 16, 2004




SOLO QUESTO... :)
paubau «» 01:36 «» commenti (10)

mercoledì, luglio 14, 2004



Se fossi una persona scurrile esordirei con un "vaffanculo".
Poi, ripensandoci, non avrebbe senso.


Ieri notte è morta mia nonna, proprio il giorno prima del mio compleanno. "Così sarà un'occasione in più per non dimenticarla".
Sono serena: forse ancora non ho ben focalizzato, forse sarà il tempo ad accentuare la perdita. Saranno le piccole cose che mi fregheranno, come il passare da Verona col treno mentre vado ad Udine e pensare "quasi quasi mi fermo dalla nonna", oppure cose come il pensiero comune di chiamarla una sera qualsiasi per un saluto veloce. So già che queste cose faranno più male della morte. In fondo la morte è un momento breve: la scomparsa dura a lungo.
Ho sempre pensato che si muore più per chi resta che per sè stessi: ieri mi è arrivata la conferma ad una cosa che non avrei voluto sapere.

La scomparsa è una cosa semplice da accettare; molto più difficile è digerire tutto quello che ci sta intorno.
Domani ci sarà il funerale, l'ultimo saluto, una cosa a cui do grande valore. Tutto questo sarà acciecato dalla rabbia, incazzatura profonda per il comportamento di qualcuno che, ai miei occhi, non capisce il momento: un funerale è una cosa per la famiglia, una cosa per gli amici, per i parenti, per le persone che son sempre state vicine a chi non c'è più. Eppure domani sembra che debba esserci un circo: c'è chi ha invitato tanta gente che non centra proprio nulla, gente importuna ed inopportuna, gente che non ha alcun motivo di esserci. Gente che ha avuto l'invito "alla festa" solo perchè "amici vaghi di" o "parenti non ben definiti di".
Anche la stessa mia presenza domani sarà quasi superflua poichè mia madre già ha scelto chi le sarà più "utile" accanto. E va bene.

Domani sarà un momento, un'accozzaglia male assortita di persone che dovrebbero esserci e persone che sembreranno tanti Willy in una di quelle cacce agli intrusi. Dopodomani sarà già un'altra cosa e ciascuno vivrà, chi non interessandosi di quanto successo, chi non potendolo evitare. Non vedo dove stia il rispetto, non lo capisco, ma alla fine accetto.

Intanto il giorno del mio compleanno sta per finire e non ha mancato di riservare momenti tragicomici legati alla situazione di questi giorni.
Questa mattina mi ha svegliato una telefonata di mia madre.

"Paola, io e lo zio stiamo andando a prenotare il loculo per la nonna. Ne abbiamo prenotato uno anche per noi ed anche per la Bruna. Ne vuoi uno anche tu? Così, pensavamo di stare tutti insieme. Cosa ne pensi?"
"Non ne penso"
"Cioè?"
"Cioè che non lo so, non ci ho mai pensato. Non ho mai avuto la mentalità del faraone che passa tutta la vita a preoccuparsi della scelta e dell'arredamento della sua tomba. Non saprei dirti"
"Ah, va bene sì. Buon compleanno, eh"

Qualche anno fa, per il compleanno, mi hanno regalato un'assicurazione sulla vita. Quest'anno volevano regalarmi un loculo ("è prenotato per 99 anni. Bastano, no?").
'Sta cosa mi fa riflettere. Stamattina son quasi morta dal ridere.


P.S. ringrazio tutti coloro che hanno lasciato un commento al post qui sotto, soprattutto Welchia che mi ha scritto una mail con un "abbraccio virtuale" e Clio che ha regalato a mia nonna uno spazio nelle sue preghiere (non ho il dono della fede ma riconosco come forte il valore di una preghiera, per questo mi sembra un regalo immenso)
paubau «» 23:58 «» commenti (11)

lunedì, luglio 12, 2004


Mi è sempre piaciuta l'idea che al mio compleanno possa essere io a regalare qualcosa, invece che ricevere.
I regali da fare, in fondo, sarebbero davvero tanti e la scelta potrebbe ricadere su cose semplici ed estemporanee o anche su qualcosa di inusuale e ricercato. Siamo così avanti che riusciamo persino a regelare ad una stella il proprio nomne con un semplice certificato!

Eppure le cose più importanti non riusciamo ancora a regalarle: un po' di salute, un anno di vita.
Ecco, io per il mio compleanno quest'anno vorrei regalare un anno della mia vita ad una persona che sta morendo e prendermi almeno un po' del suo male; se servisse, non mi peserebbe se mi tornassero i problemi che mi hanno molestato per un anno la gola o se il ginocchio mi facesse male tutti i giorni.
Firmerei subito, ma non posso.
Allora un regalo lo chiedo: vorrei più giustizia nelle piccole cose perchè c'è qualcuno che giustifica e legittima almeno il 10% della rabbia che ho dentro.

Sono giorni tristi.

P.S. non so quanta voglia avrò di scrivere in questi giorni perciò saluto gli amici di blog da qui. Facciamo finta che parta per le ferie...
P.S. II il vascello della notte di S. Pietro e S. Paolo ovviamente non è venuto (le premesse parlavan da sole eh eh). Per chi mi ha chiesto notizie, cerco di informarmi meglio e poi faccio sapere. La cosa incuriosisce anche me ;)
paubau «» 00:55 «» commenti (19)