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Pregi: nessuno
Difetti: costo
Giudizio Prodotto: * * * * *
XxxXxxx & XxxXxx sono due integratori a base di creatina. Li ho trovati veramente molto efficaci e senza effetti colaterali, se non fosse per il costo!!! Ho inziati a prenderli perchè praticavo molto sport: facevo palestra, pallanuoto e calcetto. Non riuscivo più a rendere bene in nessuna di questa tre attività poi ho provato questi integratori, prendendo tre bustine al giorno, e mi sono davvero stupito dei risultati. Sarà che la creatina è un potente rigeneratore muscolare ma ho anche migliorato la definizione muscolare. Provateci e fatemi sapere!!
bravo, scemo!
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paubau «» 01:05 «»
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venerdì, gennaio 30, 2004
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Oooooooooh che bello! Chi mi legge dall'Università di Brescia? ^________^
Forse è giunto il tempo di fare un post con qualche referrer...
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paubau «» 20:35 «»
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Nel cassetto della memoria delle vecchie cose belle lette, ho trovato queste righe, ispirata dall'ultimo post di Brainstorm.
Tutta l'acqua della terra
Nessuno può rubare l'acqua. Può berla di nascosto, può imbavagliarla in una latta di plastica e berla altrove. Può usare una tanica e rinfrescarci la terra. Può lasciarsela scorrere addosso e lavare gli odori del giorno caldo. Può riscaldarla e trovare tepore. L'acqua e la poesia non si lasciano sequestrare. Per chi pensa di rubarle ebbene rinunciare immediatamente. Si può avere la multiproprietà di una buona minerale, ma chi arriva fino in fondo sa che la fonte non appartiene a nessuno. L'acqua è della terra. La poesia è di tutti.
Noi uomini del nuovo millennio sappiamo come estrarre liquidi, sappiamo come artificiare l'acqua. Noi sappiamo come accumulare l'acqua ma non come rubarla. Possiamo lasciar morire molte persone di sete, come possiamo legittimare questa nostra scelta sottoscrivendo trattati ed accordi fasulli. Non possiamo privare l'uomo della parola. Possiamo imbavagliarla per un attimo. La parola troverà un modo per uscire dalla tanica e dalla latta. Tra le sue principali caratteristiche c'è la capacità di sottrarsi alle costrizione e di trovare buchi da cui uscire. La poesia e la bellezza non possono essere rubate. Nessun artista che si rispetti può essere defraudato. L'organismo vivente, che egli ha partorito, può cambiare aspetto e il poeta può morire di sete ma la sua acqua non potrà mai essere rubata. Il tempo nostro sa far morire di sete gli uomini e imbavagliare i poeti. Nessuno può rubare l'acqua. Nessuno può rubare una poesia. Alcuni creano addirittura liquidi che somigliano all'acqua, che somigliano a poesia. C'è un mercato fiorente di questi due prodotti. Un analisi chimica di entrambe può darci un solo risultato: in natura l'acqua non si può copiare. Nell'arte la bellezza non si può rubare.
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paubau «» 14:33 «»
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dal Corriere della Sera
O_______o''
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paubau «» 00:14 «»
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martedì, gennaio 27, 2004
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Ho da poco finito di leggere un libro ("Naufrago Volontario" di Alain Bombard) del quale ho riportato un pezzetto qua sotto. E' la storia di un medico francese che nel 1952, all'età di 28 anni, decide di partire, senza scorte di cibo ed acqua, per una traversata dell'Oceano Atlantico a bordo di un gommone battezzato "Hérétique", l'eretico. E proprio "eretico" fu considerato Bombard poichè il suo non fu un viaggio di avventura fine a sè stessa ma tanto un modo in cui poter provare a tutti gli scettici di come fosse (e sia) possibile sopravvivere in mare dopo un naufragio, conoscendo il modo di trarre dallo stesso mare di che sfamarsi e dissetarsi. Un'avventura che ha dato ed ancora dà speranza a tutti coloro che, per sfortuna o destino, si trovano a dover combattere contro la morte e, ancor di più, contro la disperazione che è la principale causa che conduce all'abbandono alla vita.
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paubau «» 23:53 «»
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"Naufraghi delle leggende, vittime rigide e frettolose, io so che voi non siete morti per fame, che non siete morti per sete: sballottati sotto il grido dei gabbiani, voi siete morti per spavento.
Non chiedo altro che questo libro possa aiutare quanti dovranno lottare, sul mare o altrove, contro la voce della morte: e che dentro di loro, il NO alla disperazione possa essere un SI' alla vita"
Alain Bombard - "Naufrago Volontario"
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paubau «» 23:38 «»
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lunedì, gennaio 26, 2004
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Ma cazzarola!!! E' possibile che la mail di Tin.it sia perennemente "non disponibile"?????
Su RaiDue stan pure facendo un servizio che praticamente è porno-splatter.....
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paubau «» 00:48 «»
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venerdì, gennaio 23, 2004
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E' una prova, perciò non spaventatevi ^^'
\_/
=('v')=
j j Sarebbe un canarin/pulcino... ora vediamo di perfezionarlo -^_^-
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paubau «» 23:37 «»
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Piccola curiosità: stavo cercando con "gughel" un'immagine per il post precedente ed ho inserito "trucco disfatto" (sez. WEB, non Immagini).
Indovinate un po' COSA è venuto fuori?
 Un bacione, Zarabeth!
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paubau «» 23:25 «»
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"When I wake up / in my make up..."Ieri serata ricca: prima le prove con il coro, poi il "tradizionale" appuntamento mensile con "i tolkeniani". Qualche giorno fa ho voluto fare una spesuccia e mi son comprata un eye-liner. Se mi sforzo per dimenticare la botta di 9.99 € posso dirmi soddisfatta. A parte il fatto che il trucco sulla mia faccia sta più o meno come il parmigiano sulle cozze, mi sto prendendo benissimo e sto usando la mia faccetta come una tela (con risultati a volte orripilanti :D). Ieri sera, appunto, credo di avere calcato un "pochino" la mano. Quando mi sono svegliata stamattina, sembrava che avessi puciato la faccia in una tavolozza. Due occhiaie di trucco nere, scurissime. Mi strucco strofinando con vigore. Le occhiaie rimangono.... eh, sono vere.
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paubau «» 23:07 «»
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mercoledì, gennaio 21, 2004
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"I quadratini A e B sono della stessa tonalità di grigio"
Prima di convincermene ho fatto copia/incolla col PaintShopPro O_____O
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paubau «» 15:23 «»
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Come si mangia sugli aerei? Ecco qua come
M'è venuta fame....
Qualcuno viene a Stoccolma con me? Pituffo mi tira di quelle buche che, a confronto, il Mare della Tranquillità sulla Luna è un buchetto...
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paubau «» 00:31 «»
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martedì, gennaio 20, 2004
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Degli Inuit, degli orsi alati e degli orsi danzanti
Gli Inuit (più conosciuti come "Eschimesi", nonstante loro disprezzino e rifiutino tale nome che significa "assassino di foche") sono i discendenti della gente di Thule, migrata nel Labrador dell'Artide canadese 700 - 800 anni fa. Gli stabilimenti primari del popolo Inuit sono Nain, Hopedale, Postville, Makkovik e Rigolet sul litorale nord del Labrador..
Gli Inuit credono che, dopo la morte, gli uomini ritornino sotto forma animale, come a continuare la catena della vita. L'orso è il re del regno animale artico, perciò tornare dalla morte con le sembianze di un orso polare è un onore per un Inuit. Colui che torna con le sembianze di un orso è così felice che balla per mostrare a tutti gli uomini la propria gioia.
L'arte Inuit è ricca di immagini di animali alati o che richiamano al volo: essi rappresentano lo spirito della Natura con cui lo sciamano cerca di entrare in contatto. Per un popolo con tradizioni nomadi e uno stile di vita profondamente legato alla caccia, la figura dello sciamano come guaritore e "visionario" è fondamentale: lui è il tramite tra mondo reale e mondo spirituale e, come gli spiriti animali, è in grado di "staccarsi" trasformandosi ed acquisendo delle ali. Capaci del volo, gli esseri sovrannaturali godono della libertà illimitata nel regno spirituale degli Inuit. L'orso è un animale forte e possente ed è il più grande onore quando si manifesta allo sciamano dotato di ali.
Da piccola ero affascinata da questo popolo che viveva tra i ghiacci, che era in grado di costruire rifugi di ghiaccio in caso di necessità, che sapeva come cacciare i grandi quadrupedi, che sapeva rispettare e convivere con il potente orso bianco, che riusciva a creare piccole comunità nel mezzo del nulla fatto di ghiaccio. Oggi gli Inuit hanno fatto la fine degli indiani d'America (con le dovute differenze) e tutte queste tradizioni e capacità che li caratterizzavano si stano pian piano perdendo. Quasi come se volessero seguire il lentissimo, impercettibile sciogliersi dei ghiacci che son stati da sempre i loro compagni...
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paubau «» 23:30 «»
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Ma quanto mi piace come disegna Elena Mirulla ^__________^
P.s. ho passato mezz'ora a capire perchè non mi cambiasse il colore del testo. Dopodichè Pituffo, colto da un attimo di bontà, salta su e dice "E' inutile che continui a provare. Coi links non funziona perchè devi agire sui fogli di stile". Non voglio sapere cosa siano sti cosi e come funzionano. Pian piano ci arrivo anch'io con sto html. Intanto ho trovato una bellissima tabella con i codici esadecimali dei colori ^_______________^
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paubau «» 22:42 «»
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Voglio fare il BetaTester!!!
"Desiderosi di sconvolgere l'ordinata armonia del vostro computer con un altro software ancora incompiuto da provare?"
"Sconvolgere l'ordinata armonia"... "farmi uscire di matto"... "demolirmi il computer"??
Ah... ma per quello c'è già Andrea... e lo fa PERFETTAMENTE =_= ....
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paubau «» 16:32 «»
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lunedì, gennaio 19, 2004
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Da oggi farò un po' di pulizia tra i post...
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paubau «» 23:28 «»
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sabato, gennaio 17, 2004
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Ushuaïa
Ushuaia è sempre stato un nome magico, un sussurro, una cantilena, un mondo ricco di mistero. Un mondo che non ho mai voluto conoscere di più di quel poco che so perchè mi sembrava di entrare di prepotenza in qualcosa di non mio, in qualcosa di "non concesso", di puro e da preservare. Un mondo che rappresenta IL viaggio per eccellenza, lontano, magico, di esplorazione.
Sono diversi giorni che Ushuaia mi torna alla mente, diverse volte che sento pronunciare quel magico suono o lo leggo su qualche giornale. Non credo molto alle coincidenze. E mi è tornata la voglia di partire. Ovviamente son sempre ancorata qua, come se avessi alla caviglia una palla che, invece che di ferro, è fatta di responsabilità, pochi soldi e "ricattini affettivi".
Se presto non ricomincio a viaggiare, non importa dove, non importa come, sclero. Me lo sento.

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paubau «» 14:14 «»
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GAUDEAMUS IGITUR, finita est magna rottura scatolae pallorumque.
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paubau «» 03:00 «»
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mercoledì, gennaio 14, 2004
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Stasera ho voglia di dolci... ma ovviamente in casa non ne ho (tranne tre piccoli Ferrero Rocher che ho mangiucchiato con una lentezza da Bradipo, per farli durare più a lungo).
Poi Beo è saltato fuori con 'sta storia della Tisaneria... mannaggia a lui, m'ha fatto venire una voglia! Magna Gratia Deorum, pare che stesse scherzando :P Non avrei avuto 'na gran voglia di uscire con sto freddo becco... anche se però, per una torta *_______* -1°C là fuori alle ore 21.00... se penso che domani sera e giovedì sono fuori, a rantolare in mezzo alle nebbie della bassa, cercando casa di Elena (e chi si ricorda 'ndo sta?)... BRRRRRRRR Come quell'anonimo Mercoledì di qualche anno fa, Novembre: finii di lavorare alle 21.30, il tempo sistemarmi in tutta velocità (2 minuti, più che sufficienti :P), nemmeno tornai a casa, e partii in volta di Lodi per andare a mangiare un a pizza con Marta. Due fari nella nebbia dispersi tra le stradine di campagna fino a che la macchina mi lasciò a piedi =_____________= Il resto è stato rimosso. Ma se son qua vuol dire che, in qualche ignota maniera, tutto si sistemò. Quella non era la prima volta in cui presi la macchina così, di punto in bianco, per andare a trovare un amico. La prima volta che andai a Torino in auto, avevo appena preso la patente. Avrei dovuto incontrarmi con lo "zio Mur" all'uscita dell'autostrada, dalle parti di Collegno. L'uscita non la vidi nemmeno e finii ad Oulx, a "qualche" chilometro dal confine con la Francia. Anche lì, il resto è stato rimosso. L'ultima volta che mi son persa in macchina, invece, ero con il Matt, nell'estate del 2001. Partimmo da Berlinghetto con la macchina del Matt in direzione Grindelwall (o Grindewald?), Svizzera. Non so quale passo prendemmo, fatto sta che decidemmo di prendere il valico che passava tra i monti e da lì entrammo in Svizzera. Piccola pausa cazzeggio, sigaretta time, passeggiatina tra i laghetti e poi di nuovo in auto. Fino ad un bivio. 100 mt "Matt, dove vado, a destra o a sinistra?" - "Un attimo che guardo la cartina" 50 mt "Matt, prendo a destra o a sinistra?" - "Un attimo che guardo la cartina" 20 mt "Matt, destra o sinistra?????" - "La cartina! e un attimo!" 0.000000mt "Matt, io prendo a destra" - "..." 50 mt dopo il bivio, sulla strada di destra Matt, tranquillo: "Abbiamo sbagliato strada. E adesso?" - "Seguiamo le indicazioni" MAI seguire le indicazioni. Siamo entrati in un tunnel. Dopo 2 minuti di galleria Matt dava segni di cedimento. "Ma quanto cazzo dura?" - "..." Dopo 5 minuti di galleria Matt si mordeva le mani e saltellava sul sedile "Ma allora, finisce? Quanto cavolo ci mettiamo???" - "..." Dopo 10 minuti Matt sbotta "Ora prendi e fai inversione! Son claustrofobico!" - "No, sei scemo!" Dopo un quarto d'ora, la luce! Ci guardiamo intorno, ci guardiamo negli occhi, guardiamo in alto. Un bel cartello recitava "Benvenuti in Italia". Abbiamo fatto inversione in una piazzola e abbiam ripreso la galleria. Ho preso la cartina, me la sono appoggiata sulle ginocchia. Matt non s'è più permesso di fiatare. Con 6 ore di ritardo arriviamo a Grindewald (o Grindelwall). Il ritorno è stato anche peggio, con un acquazzone micidiale sulle strette stradine di montagna, strapiombo a m.0.001. Dietro, Matt e suo fratello russavano. Io davanti, a cantare come un'imbecille per tenermi sveglia, il finestrino completamente abbassato. Il resto, rimosso, come da copione.
Sto pappone per provare a distrarmi dalla voglia di dolci. Tentativo: FALLITO (miseramente).
SOB!
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paubau «» 23:44 «»
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martedì, gennaio 13, 2004
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Che la notte che sta scendendo velocemente ci riservi fantastici sogni...
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paubau «» 23:58 «»
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paubau «» 20:14 «»
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Ho bisogno di un registratore portatile. Mi vengono ispirazioni momentanee per le melodie di alcuni testi ma il problema è che tendo a dimenticarle facilmente.
Domani vo a vedere se riesco a trovare uno di quegli aggeggini per pochi euro :)
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paubau «» 02:18 «»
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Lunedì 12 Gennaio 2003, Ore 1.11 - camera da letto -
Pau sta per andare a dormire. Si mette sotto le coperte, sistema il cuscino, accende l'abat-jour e prende il libro di Corona. Legge le prime tre righe. Silenzio. Una smorfia si disegna sulla sua faccia. Soffoca un urlo. Gli occhi sbarrati. Si sente una vocina che urla nella notte: "MA NOOOOOOOooooooooooooooooo!" Pau rimette a posto il libro, spegne l'abat-jour, si toglie di dosso le coperte, lancia il cuscino, accende la luce. Prende un foglio di carta A3 scritto fitto fitto, fronte e retro. Lo osserva e un po' pure s'incazza.
Si mette al piccì, il foglio ben visibile. Comincia a battere sulla tastiera.
Si è resa conto ora di aver dimenticato di tradurre in inglese la prefazione al libro per il Museo. Entro domattina alle otto.
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paubau «» 01:13 «»
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H O
B I S O G N O
D I
V I A G G I A R E
A N C O R A
E D
O R A ! ! !
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paubau «» 00:32 «»
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lunedì, gennaio 12, 2004
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Come preventivato, pomeriggio di fancazzeggio totale da cui è scaturita una piccola ricerca di "chicche" (eccomeno) tipo
questa qua
Piccola aggiuntina: Giacinto Fiora, Filippo Felappi, Andrea Andretto, Giacomo Giacomini, Simonetta Simonazzi. E questi io li conosco davvero :P
...tutto questo mi ha fatto ricordare una fantastica nottata con Matt tirando avanti a caffè, film ed elenchi telefonici... Ma quanto mi manca il Matt ç_ç
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paubau «» 18:19 «»
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sabato, gennaio 10, 2004
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Questo fine settimana non ho davvero NULLA da fare. Qualcuno ha qualcosa di divertente da proporre? Un cinemino? Una crema al whisky in qualche pub?
Sto proprio alla frutta eh....
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paubau «» 22:55 «»
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>>SURVIVAL INTERNATIONAL
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paubau «» 21:04 «»
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Davanti all`entrata del Paradiso c`è un luogo chiamato Ponte dell`Arcobaleno.
Quando muore una bestiola che è stata particolarmente cara a qualcuno, questa bestiola va sul Ponte dell`Arcobaleno. Ci sono prati e colline per tutti i nostri amici speciali e là corrono e giocano tutti insieme. C`è tanto cibo, acqua e sole a volontà e i nostri amici sono al caldo e stanno bene.
Tutti i piccoli che erano malati e vecchi sono tornati ad essere in salute e al pieno delle loro forze. Quelli che erano feriti o mutilati sono tornati ad essere nuovamente integri e forti, così come li ricordiamo nei nostri sogni di giorni e tempi passati. Gli animali sono felici e contenti, tranne che per una piccola cosa: gli manca qualcuno di molto speciale, che si sono lasciati alle spalle.
Corrono e giocano insieme, ma viene il giorno in cui uno di loro si ferma improvvisamente e guarda lontano. I suoi occhi luminosi sono attenti, il suo corpo palpita per l`eccitazione. Improvvisamente si stacca dal gruppo, inizia a correre sull`erba verde, le sue zampe sembrano volare sul prato.
Ti ha visto. E quando finalmente vi incontrerete, vi stringerete in un abbraccio gioioso per non separarvi mai più. Baci felici pioveranno sul tuo viso, le tue mani carezzeranno nuovamente la testolina amata e potrai finalmente tornare a fissarlo negli occhi, lontani per tanto tempo dalla tua vita ma mai lontani dal tuo cuore.
Allora attraverserete insieme il Ponte dell`Arcobaleno...
Autore Ignoto
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paubau «» 20:45 «»
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Vado a dormire mettendo in loop "Kalasnjikov" di Goran Bregovic. Non so quali sogni possa conciliare, in effetti. Domani farò sapere ;)
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paubau «» 00:46 «»
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venerdì, gennaio 09, 2004
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Finchè sono ancora in tempo (ovvero in ritardo solo di "pochi" giorni) ...

BUONA BEFANA ragassuole!
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paubau «» 23:33 «»
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Secnodo un mio amoico dlel`Unviesrità di Cmabrdige, non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l`uinca csoa imnorptate è che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato può serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si può legerge sezna mloti
prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme.
Avrà mica ragione?
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paubau «» 23:24 «»
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giovedì, gennaio 08, 2004
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Complice Pituffo, ho "scoperto" Mauro Corona, uno scrittore/alpinista/intagliatore ecc. ecc. di Erto -Friuli-, un paese che forse molti ricordano poer la tragedia del Vajont. Corona è famoso, ma non lo conoscevo. Almeno, fino a quando Andrè mi ha regalato un suo libro (l'ultimo, credo) per Natale: "Nel legno e nella pietra". Sono storie di montagna, alpinismo, vita vissuta, vita dura, popolare, racconti, leggende. Ma ciò che più mi ha colpito è che questo "signore della montagna" scrive come mio padre: ha il suo stesso modo genuino, diretto e vero, senza tanti fronzoli, senza tanta cura "letteraria" ma con passione per i contenuti. Mio padre ha appena finito di scrivere un libro di storie di radio. Non sarà uno dei best sellers che faranno file di lettori, non sarà nemmeno un successo economico. Però è un libro. Quest'anno sono 50 anni di radioamatore per lui. Una passione ed una soddisfazione.
Dal sito di Mauro Corona (www.dispersoneiboschi.it), un suo brano:
Solitudine
Qualche anno fa, forse era il 1991 complice la lettura di "Vita nei boschi" di Henri David Thoreau, ma soprattutto a causa dell'ennesima disputa con la consorte, trascorsi il mese di febbraio nella sperduta casera Laghetto, in alta Val dei Frassini. Volevo starmene in pace, a contatto con la natura e i miei pensieri. Caricai un sacco di viveri, vino escluso, e mi piazzai nell'accogliente ricovero. La prima notte portò inquietudine. Rimorsi, rimpianti, spingevano alla porta, accompagnati da remote tristezze. La candela dava vita a ombre che ballavano sulle pareti della stanza. Per tutto il mese, ogni notte, un topolino mi tenne compagnia rosicchiando qualcosa sotto le assi dell'impiantito. La stufa funzionava a meraviglia. Avevo tolto il cerchio centrale in modo che la fiamma potesse uscire fuori e tenermi compagnia. Durante il giorno facevo lunghe camminate favorito dal fatto che c'era pochissima neve. Avevo portato con me anche delle sgorbie e, quando non camminavo, scolpivo piccoli folletti, gnomi, spiriti dei boschi e animali che poi appendevo sulle pareti di legno della baita. Di notte, al bagliore della fiamma, quelle figurine prendevano vita e iniziavano a danzare lungo le assi. Un'aquila di pino mugo sembrava battere le ali. Durante la prima settimana il sonno non voleva saperne di arrivare. La testa si caricava di ansie fino al punto di farmi percepire gente nella stanza. Allora, per dissolvere quelle presenze inquietanti, uscivo nella notte e lanciavo grida come quando i pastori richiamano gli armenti. Dopo i primi quattro, cinque giorni difficili, sentii che stavo riappropriandomi dei ritmi naturali che l'uomo ha dentro di sé sin dai tempi della creazione. I giorni iniziarono a trascorrere veloci, l'ansia era scomparsa, di notte dormivo quasi tranquillo. Non prima di aver chiacchierato con i folletti di legno appesi alle pareti. Ogni tanto, soprattutto la Domenica, appariva qualche turista che faceva domande. Allora me ne andavo verso la cima Laste. Vennero a trovarmi anche degli amici, preoccupati per la mia salute che, invece, era ottima. Tra questi una psicologa, a quei tempi praticante. Le raccontai che parlavo con gli spiriti dei boschi. Dopo aver sgranato gli occhi, la dottoressa tentò in tutti i modi di annientare i miei folletti. Chi non è capace di sognare cerca di impedirlo anche agli altri. Poi, con una serie di domande mirate, si mise a cercare nella mia infanzia i motivi che mi avevano spinto a ritirarmi in una baita. Mi stava annoiando. Voleva riportarmi a valle. Allora, con molta dolcezza, le dissi che aveva ragione, che sicuramente avevo delle tare, ma mi piaceva stare a Casera Laghetto e ci sarei rimasto. Poi, gentilmente, la invitai ad andarsene e la questione fu liquidata per sempre. Quel mese da solo fu una bella esperienza. Vissi a contatto con gli elementi, libero come un camoscio. Di giorno giocavo con la natura, di notte ascoltavo gli esseri misteriosi che la popolano. Verso i primi di marzo, a malincuore tornai a casa. Il dovere imponeva la mia presenza. Ma sarei rimasto volentieri lassù. In seguito, dei folletti scolpiti in quel periodo non trovai più traccia. I passanti li avevano trasferiti nelle loro case, con l'illusione di imprigionare gli spiriti dei boschi. Ma hanno collezionato soltanto un pezzetto di legno. I folletti non vivono nelle case degli uomini, stanno bene nei boschi, tra le rocce, nelle vecchie baite, nelle radure. Ed è lì che bisogna cercarli.
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paubau «» 22:09 «»
commenti (6)
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Già... avevo tante cose da raccontare.... "invece" mi trovo a raccontare che mio padre oggi è stato ricoverato: è arrivata l'ambulanza e di corsa lo han portato in ospedale.
Pare non sia nulla di grave.
Così è ciò che speriamo tutti. Spero di tornare presto a bloggare con la solita frequenza. Almeno vorrà dire che è tutto a posto :) Besos
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paubau «» 21:32 «»
commenti
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TORNATA!
Non mi son fatta più viva perchè ero in quel di Udine a baruffare col Pituffo Ho tante di quelle cose da dire che non so nemmeno da dove cominciare O___o'
Intanto....... BUON ANNO!!!
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paubau «» 13:21 «»
commenti (1)
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