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Oggi a campo S. Barnaba stavano allestendo il set per girare un film.
Ecco, quando succedono 'ste cose solitamente mi prendono due stati d'animo diversi:
- l'incazzatura per l'inagibilità delle strade occupate da cavi, cavetti, luci e lucine (conseguentemente l'allungamento tendente infinito della strada per tornare a casa)
- la curiosità di sapere cosa stiano effettivamente girando per poi rivedermelo sullo schermo.
Lo scorso anno ho beccato tre set di telefilm tedeschi. Purtroppo poi non son riuscita a risalire alle puntate "incriminate"!
Comunque, a parte ciò, ho saputo che le comparse vengono pagate una cosa tipo 80€ al giorno. Ma saperlo prima no??? 0___0
Col cavolo che avrei accettato il servizio civile :P
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paubau «» 17:18 «»
commenti (5)
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Saranno i 4 corsi che sto seguendo all'università (due dei quali incomprensibili per finalità e argomenti), sarà il pensiero di avere 7 esami a gennaio/febbraio e po' di noia generale che in questi giorni mi rendono una persona apatica.
La notte non ho sonno, la mattina fatico a svegliarmi. Non so nemmeno io cosa sia.
Può essere che il sapere che a brve comincerò a lavorare alla biblioteca di archeologia mi metta in tensione.
Sarò fatta storta io ma quando so di avere un progetto in cantiere, tutto il resto si cristallizza in un'immobilità disarmante.
Caffeina e nicotina non servono. Devo trovarmi qualcosa che mi renda le giornate interessanti 0_0
Doppotutto sono a Venezia da un anno. Potrei anche cominciare a visitare questa città in un modo decente, fissando una tappa al giorno.
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paubau «» 02:06 «»
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mercoledì, novembre 29, 2006
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Premessa: so di essere un po' rompiballe ma certe cose non vanno taciute.
L'altra sera una delle mie coinquiline è arrivata a casa con la "Guida al consumo critico", un mattone arancione (probabilmente in carta riciclata, sbiancata).
Ciò che penso io di queste guide è abbastanza riassumibile nella frase "sono soldi buttati nello sciacquone del bagno". Nonostante questo, stamattina ho pensato di leggerne un paio di pagine, giusto per capire in che modo e circa quali paramentri l'Ente che ha stilato questo piccolo "vademecum del giusto (a loro dire) acquisto" abbia basato i propri suggerimenti.
Già dalla IV di copertina mi son trovata a storcere il naso per un piccolo (ma denso) accenno alla malvagità presunta degli organismi geneticamente modificati (OGM)*.
Sfogliando le pagine mi son resa conto che le notizie date, divise per società di produzione, sono quantomeno tendenziose, farcite da paroline come si suppone, c'è il dubbio, si ritiene.
Ora, la creazione di una guida critica che possa fare luce sui processi produttivi delle società maggiormente presenti sul mercato è una gran bella cosa, purchè fatta bene e in modo oggettivo, possibilmente con riferimenti precisi che supportino le conclusioni raggiunte.
Il fatto che tale critica si basi per lo più su supposizioni, dicerie senza reali attestazioni nè riferimenti ai fatti su cui le affermazioni si basano è una cosa quantomeno ridicola.
Così come son ridicoli il continuo accenno dei finanziamenti di alcune ditte ai partiti politici statunitensi (Dov'è la novità? Dov'è lo scandalo?) o la ripetizione ad oltranza del fatto che la ditta tal dei tali fornisca del materiale all'esercito statunitense (poichè dubito che gli eserciti abbiano proprie società che producano cibo, medicinali etc. il legame tra ditte ed esercito mi sembra una cosa tanto ovvia da non dovere nemmeno destare attenzione a meno, ovviamente, che non si sia malizia -anti-politica in chi scrive e in chi legge).
Riporto un piccolo estratto che credo essere illuminante sui principi che basano la classificazione in buoni&cattivi in questa guida:
"Nel 2002 varie associazioni [...] hanno lanciato la campagna "Consumo responsabile per la libertà d'informazione". Essa chiede di boicottare Barilla, Bolton, Ferrero, Nestlé e Unilever come forma di pressione indiretta per indurre Silvio Berlusconi a risolvere il proprio conflitto di interessi. La scelta è ricaduta su tali aziende perché sono i principali clienti pubblicitari di Mediaset [...]"
Allora m'è venuto da pensare: il consumo critico si attua in base alla genuinità degli alimenti, al rispetto delle politiche di eco-sostenibilità e di diritto e tutela del lavoro anche in Paesi in via di sviluppo o, piuttosto, si basa su precise tendenze (anti)politiche?
Io mi son data una risposta.
Senza troppa fatica, non ho dovuto nemmeno mettere in discussione l'opinione che già avevo di tali produzioni cartacee. Un'autoconsapevolezza critica, un minimo di interesse all'informazione, la volontà di leggere le etichette al momento dell'acquisto già predispongono il consumatore attento a fare una spesa "buona", senza bisogno di Enti che ridirezionino il pensiero a seconda dei propri interessi.
No, perchè pensare di salvare il mondo facendo la spesa alla Coop è molto romantico ma almeno un po' sciocchino.
* ben inteso, per quanto riguarda gli OGM io sono altamente favorevole alla sperimentazione purchè sia data la possibilità di consapevolezza al consumatore. Considerando che gli alimenti presenti sul mercato sono (tutti, indistintamente, bio-logici compresi) più o meno farciti di sostanze chimiche aggiunte, non vedo perchè non si possa fissare un'alternativa alla modificazione chimica nella manipolazione genetica che probabilmente godrebbe di maggiori controlli a monte ed escluderebbe l'utilizzo massivo dei chimici nelle fasi produttive alimentari (coltivazione, stoccaggio, conservazione degli alimenti).
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paubau «» 12:02 «»
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mercoledì, novembre 22, 2006
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Non so effettivamente quale sia stato il motivo scatenante del mio ritorno.
O forse sì.
Più che altro si è trattato di una serie di piacevoli coincidenze (?) che hanno acceso una candelina già da tempo pronta su una bella torta di pan di spagna.
E' passato più di un anno dall'ultimo post che ho lasciato in questo spazietto. Tante cose sono cambiate: la mia vita è cambiata, totalmente stravolta.
Il Museo è ormai un dolce ricordo coperto dalla frenetica vita di università.
Ogni tanto mi pento di questo colpo di testa ma generalmente non rimpiango nulla. Se non avessi mollato tutto per iscrivermi all'università probabilmente avrei avuto rimpianti nel futuro per cui il bilancio è attualmente ancora positivo.
- - -
Così, eccomi qui, appena tornata a casa dopo una intensa settimana di lezioni a Venezia.
Finalmente ho trovato casa dopo un anno trascorso da pendolare (a oltre 200km di distanza non è proprio un'impresa semplice). Ammetto di essere molto indietro con gli esami: due sole firme sul libretto. L'unica consolazione a questa miseria è che le due belle firmette sono precedute da un trenta ciascuno.
Ok, non è molto ma considerate le peripezie dello scorso anno direi che sono già qualcosa.
Tanto per cambiare nella mia testa le idee sono sempre più molteplici e sempre meno chiare: ho abbandonato la strada dell'antropologia (almeno temporaneamente) per dedicarmi all'archeologia preistorica. Evidentemente subisco il fascino dell'antico e perduto.
Se riuscirò mai a laurearmi, spero di potere riprendere più approfonditamente il "discorso antropologia" nella specialistica. Al momento di salti mortali per sistemare il piano di studi ad hoc (non ancora firmato nè, ovviamente presentato) ne son stati fatti tanti.
Sperim ben!
Udine ha ancora un posto rilevante nella mia vita. Anzi, direi che si è anche presa uno spazio ben più consistente data la presenza di nuovi, cari amici da cui torno sempre con piacere (oltre al mostro, sempre lui, che da ormai 4 anni pervade la mia placida esistenza :P).
Brescia c'è, anche se poco. Ci sarà sempre perchè a questa città son legata da tante cose (la famiglia, gli amici, il Museo) anche se adesso chiamare casa Brescia mi suona strano.
Ormai "casa" non è più un'entità fissa: casa per me è ciò che mi porto dietro nei miei spostamenti, ciò che trovo una volta a destinazione.
Brescia, Udine, Venezia... tre luoghi, tre diverse "case" (alla faccia dell'ICI :P).
Non posso tralasciare la casa-treno: un giorno o l'altro credo che potrei fare un conto di quante giornate della mia vita sono state spese in piedi, in precario equilibrio con valigie annesse, o seduta, sprofondata in un sedile addormentata, sballottolata dal movimento del treno fermata dopo fermata. Credo che potrei scoprire piacevolmente di avere trascorso in treno molte più ore di quanto un essere umano possa concepire.
Mi rendo conto che questo post potrebbe non avere mai una fine: condensare un anno di vita in poche righe richiede una facolta di sintesi estrema che mi è decisamente ignota.
Forse è meglio lasciare questo lavoro ai post futuri, sperando di ritrovare quella continuità di scrittura che tanto mi è mancata, che tanto mi manca...
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paubau «» 22:40 «»
commenti (2)
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- Ops.... vuoi forse dire che sono tornata?
- Non lo so ma potrebbe essere un buon (re)inizio....
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paubau «» 21:50 «»
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venerdì, ottobre 20, 2006
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Cacchio! E' più di una settimana che non scrivo!
(sì, è una finta. Non son per niente scandalizzata :P).
Vediamo... nel frattempo cos'è successo? Mi son quasi entrati i ladri in casa, ho imparato a memoria tutte le musichette del call-center della Ca' Foscari di Venezia arrivando ad odiare la Primavera di Vivaldi, ho sviluppato una dipendenza dalle arachidi caramellate (male!), ho avuto rivelazioni shockanti (una mia amica si sposa, un'altra aspetta un bambino), ho rivisto gli amici tornati dalle vacanze (ancora non tutti, beati loro!), ho preso litri di acqua sul capoccione ma, soprattutto........
...son diventata una matricola alla Ca' Foscari!
Ebbene, sì. Ho un chiulo decisamente spropositato, e non solo metaforicamente parlando :P Poichè gli iscritti al test di ammissione erano in numero inferiore rispetto ai posti disponibili, la presidenza ha ben pensato di riaprire il numero fino al raggiungimento dei 225 iscritti inizialmente preventivati! Ovviamente l'ho saputo all'ultimo minuto: giovedì pomeriggio ancora non sapevano nulla nemmeno loro, tanto che mi hanno invitato a richiamare l'indomani mattina. Insomma, venerdì mattina alle 9.15 ho chiamato la segreteria e mi han comunicato la buonissima notizia. Peccato che il termine per l'iscrizione fosse, appunto, il giorno stesso! Alle 9 e mezza ero in macchina, in partenza da Brescia; alle 11 ero a Mestre (non fate il calcolo della velocità media... guidava quella santa donna di mia madre e credo di avere perso anni preziosi di vita!); alle 11.45 ero a Venezia in piazzale Roma con ancora il versamento della prima rata (salasso!) da versare e con la segreteria studenti in chiusura alle 12.oo. Mi son fiondata nel primo ufficio postale, poi mi son lanciata in una fuga contro il tempo. Bon, insomma, grazie anche ad una centralinista carinissima che ha preso il numero di prenotazione dello sportello al posto mio e grazie ad una corsa da infarto per mezza Venezia, alle 11.55 ero in segreteria a fare la mia bella coda per l'immatricolazione. Ora mi ritrovo con il mio libretto bello intonso, con sopra una fotografia da carcerata (fatta alle 6 di mattina un paio di mesetti fa quando credevo di avere perso la patente), pronto per essere riempito di 30 e lode (come no!). L'unica cosa che mi terrorizza è dovere ancora trovare casa O_O
Ecco, questo è quanto! Magari domani riscrivo tutto in un idioma comprensibile: ora ho un cicinìn sonno visto che stanotte ho dormito due ore nette :D Buona notte a tutti... e grazie per gli in bocca al lupo: hanno funzionato a dovere!
P.S. Zia Mary... in realtà sfumacchio perchè mi piace, infatti di solito non arrivo oltre alle 3/4 sigarette giornaliere (quella dopo il caffè è ormai un rito). E' che mi son resa conto di essere un pochino (poco poco, eh) tesa in queste ultime settimane. E l'alternativa erano i dolci, le cicche o strozzare il primo impegato comunale acidello che mi capitasse a tiro :P
P.P.S. son circa dieci giorni che non controllo la posta, nel caso qualcuno mi avesse scritto e stesse pensando a quanto son cafona nel non rispondere :P Domani mi metto a scaricarla, promesso :)
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paubau «» 21:53 «»
commenti (12)
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lunedì, settembre 19, 2005
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Io credo, no, ne son certa, di essermi fumata un pacchetto intero di sigarette stasera.
E siccome ora c'è un rumore assurdo in giro, vado a dormire sulla poltrona, accanto al letto dove dorme mia sorella.
What a brave girl!
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paubau «» 04:12 «»
commenti (6)
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(5 to go) Non dormo, stanotte. Forse domani lo rimpiangerò. E' che tanti pensieri girano nella mia testa. Cose soprattutto sciocche e poco degne di nota. Pensieri nati da una discussione di un'ora, in inglese, con un mio amico, abruzzese. Pensieri ridicoli ed allegri, di cose che "mi piacerebbe fare", di persone a cui telefonare, amici da richiamare dopo la pausa estiva. Johanna, Agata, Paolo... persone. E pensieri. Pensieri scaturiti da una fotografia: "Oh, mi taglio i capelli così (cortissimi) e poi li tingo di rosa". Forse ne sarei capace. (4 to go) Di là c'è un mio disegno, bello, bellissimo. Non è un vanto: è una cosa che ha stupito anche me. Può essere che io sia romantica? No, non il romanticismo dell'amore. Quello non mi appartiene, credo. Anche se ricevere romanticismo non mi dispiace, ammetto. E' il romanticismo della semplicità dei gesti e delle cose. Della spontaneità. E' un romanticismo intimo. Per nulla facile da spiegare, per nulla facile da comprendere. Magari immediato da chi mi conosce bene o, forse, ancor di più da chi mi conosce appena. (3 to go) Mentre le sigarette pian piano lasciano il posto al vuoto nel pacchetto, passo la mia notte al computer, ridendo, pensando. Guardando e facendo progetti. A "would-be something" insomma. Un altro post riflessivo, un altro post inutile. Credo che sia una cosa a cui anch'io debba abituarmi. Per me scrivere ora significa questo. Lasciare poche parole, insignificanti di per sè ma ricche per le sensazioni che mi dà lo scriverle. Ed il rileggerle. (2 to go) Bene, sono stata bene. Sto bene. E' sorprendente quanto basti poco. Una serata con tua sorella, a guardare DVD, a mangiare schifezze, a bere. A ridere, tanto. E non conta se oggi si ha lavorato. Perchè sono arrivate anche soddisfazioni. La certezza della stima di una persona che mi ha accompagnato negli ultimi quasi-sei anni. Ho passato parte della mia prima giovinezza in mezzo alle persone anziane. Avere la stima di una di loro, una in particolare, è una bella sensazione. E le sue parole son suonate come un limpido augurio. Velate di malinconia, come i miei pensieri a riguardo del passato che ho condiviso con altri in quel posto. In quel Museo. Frasi comunque allegre, come se avessi preso un passaggio in avanti sulla strada. Grazie Alberto, grazie della tua guida negli ultimi anni. Dei tuoi insegnamenti, del tuo carattere burbero. Sei come il nonno che ho conosciuto poco. E ti voglio bene, anche se è difficile starti dietro. Anche se mi dai ancora del "lei" e, se ti scappa un "ciao", ne sembri imbarazzato. (1 to go) L'ultima sigaretta... ultima di cinque. Consumata, finito il pacchetto. La notte svanisce nel fumo. I sogni cominciano in una leggera nebbia soffice... Time to go
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paubau «» 04:00 «»
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domenica, settembre 11, 2005
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Quoto:
"io ti adoro, ma non pensare per questo di fare la furbetta :P"
Ecco.
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paubau «» 01:50 «»
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sabato, settembre 10, 2005
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Post inutile
Lo sapevo. Una volta che torni al blog è per sempre. E ti frega.
Già, perchè ti mette addosso una voglia pazzesca di scrivere, senza considerare che potresti non avere nulla di interessante da scrivere. Nulla insomma che debba essere scritto e lasciato lì, nero su bianco, per sempre.
Ecco, magari un "per sempre" è un po' troppo forte; in fondo "Only diamonds are forever" come diceva Sean Connery in uno dei millemila film di James Bond.
Però mi son accorta proprio poco fa che questo blog ha quasi due anni: cioè, scrivo qui da quasi due anni. Nessuna mia "raccolta di scritti" (fa molto scrittrice in erba, nulla di più lontano dal vero) era mai durata tanto.
Certo, riordinando il casino che ho in camera in queste ultime settimane di diari, quaderni, moleskine e fogli vari ne ho trovati parecchi. Un'immersione nel passato in piena regola. Però qua è diverso. In fondo c'è una certa costanza, una strada che mi mostra com'ero, come son diventata. Come son cresciuta.
Certo che, rileggendo i primi post, mi accorgo di quante cose siano cambiate, di quanto io, in fondo, sia cambiata. E mi pare di essere cambiata in meglio. Ho decisamente davanti a me prospettive più allettanti (che, per pareggiare l'equilibrio sulla bilancia, si portano dietro anche una quantità di dubbi più sostanziosa).
Una cosa che non mi è mai riuscito di fare sono i bilanci: di qualsiasi cosa. Ecco, forse giusto un po' per i soldi anche se mi rendo conto che, pur avendone sempre pochi, adesso do molta meno importanza al denaro rispetto a un tempo. E do molta meno importanza alle cose "materiali": il pensiero che tutto sia caduco è un'illuminazione. Un'illuminazione autunnale: solo in autunno si gode di quella luce tiepida, soffusa che mette tranquillità. Pensare alla lenta e naturale caducità delle cose mi rasserena, diversamente da ciò che è il sentir comune (per come posso percepirlo io).
Questo è solo per dire che, nonostante il Grande Boh (TM) che mi si dipinge davanti ogni volta che spingo la mia testolina in un futuro più remoto che un paio di giorni, sono molto tranquilla.
Arriva l'autunno, mi sento bene. E' la stagione in cui accadono cose, iniziano cose.
E' la stagione in cui fare preparativi, conoscere volti nuovi.
E' sempre una bella sensazione.
Un po' come quella di scrivere sulla tastiera con le unghie corte corte, appena tagliate, che lasciano i polpastrelli sporgere per battere più agevolmente una lettera dietro l'altra.
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paubau «» 20:33 «»
commenti (4)
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mercoledì, settembre 07, 2005
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Resoconto II
Venezia: l'attesa
Orbene, oggi sono andata a Venezia.
Ore di sonno di stanotte: poche
Ore di sonno sul treno: 0 ('sto libro di Stephen King ha l'effetto di collante sui miei occhi. Male.)
Arrivo in stazione a Venezia, in orario (pioveranno lingue di fuoco, arriveranno tempeste di sabbia. Oppure no. Comunque rimane un fatto straordinario)
Per fortuna c'era rospo Bebbo ad aspettarmi, pure da un po', diciamocelo.
Colazioncina cappuccino senza brioche, cicca, cicca, cicca e ancora cicca e poi in partenza per l'ex ospedale Giustinian, segreteria della Ca' Foscari, luogo sperduto in un non precisato angolo di Venezia (chissà com'è ma tutte le sedi dell'università di Venezia sono disperse tra campi, ponti e vicoletti. Comincio a credere che per la pianificazione dell'ubicazione degli edifici abbiano gettato tante bricioline su una mappa di Venezia e poi ci abbiano piazzato le varie sedi.... mistero).
Gira gira gira (tra un Rotowash e l'altro) raggiungiamo sta benedetta segreteria. Ore 10.50: ritiro del bigliettino, come in salumeria. Numero: 110, che per entrare in Università potrebbe essere anche di buon auspicio (potrebbe, e ci si spera va).
Coda, interminabile, lenta: numeretti che si susseguono (italiano, muori in pace, amen) lentamente come le gocce dei lavandini di notte.
Ore 13.00 circa, suppergiù e più o meno: entro in segreteria.
Comincio il mio discorso:
"Vorrei informazioni per bla.. bla.. Perchè il mio treno era in ritardo bla... bla... ho parlato con le assistenti ai test bla... bla... ci son solo 147 candidati ammessi, tutti gli altri assenti bla.. bla.. non si potrebbe, magari...?"
"Penso che non ci siano problemi. Però, non so. Deve andare all'altro ufficio, quello per le immatricolazioni. Magari là le sanno dire qualcosa. (magari????) Guardi, le timbro il biglietto, dica che è stata in coda già di qua"
"Dico che mi ha mandato lei?" (sorrisone spudorato)
(Faccia terrorizzata) "No, sa, meglio di no. Comunque vada."
"Grazie, grazie, buona giornata"
"Ciao"
Mah....
Una mandria inferocita di attendenti (aspettano, quindi sono attendenti. ah-ah) fuori dalla porta dell'altro ufficio. Mah.
"mi infilo tra questi linciatori?"
"Ma sì, infiliamoci"
(nel mentre passano 10 minuti abbondanti di domande circa la eticità del gesto. In barba sta etica. E poi io c'ho il timbro. Mi ha mandato quella dell'ufficio-di-là. Una raccomandata, ecco! :P)
Entro. Occhiatacce.
Mi siedo, riattacco il discorso:
"Vorrei informazioni per bla.. bla.. Perchè il mio treno era in ritardo bla... bla... ho parlato con le assistenti ai test bla... bla... ci son solo 147 candidati ammessi, tutti gli altri assenti bla.. bla.. non si potrebbe, magari...?" [sì, è un copincolla da sopra]
"Capisco. Beh, noi non sappiamo niente. (niente???? a chi chiedo, all'omino del formaggino?)"
(collega da scrivania accanto) "Ah, è una degli assenti al test? Bene, sì, settimana prossima all'incirca sul sito metteremo la decisione circa l'ammissione di altri candidati bla...bla...bla..."
Ok, aspettiamo il verdetto. Un'altra settimana.
Intanto quasi quasi mi metto la pagina delle ultime notizie della Ca' Foscari come home page. Si sa mai.
E il giorno dopo il verdetto son là, davanti al G.B. Giustinian, ex-ospedale, segreteria della Ca' Foscari.
Anzi, quasi quasi parto la sera prima e ci pianto una tenda davanti.
Keep on hopin'.
P.S. com'è che tutte le sedi dell'università di Venezia, oltre ad essere disposte a mo' di briciole di pane, sono anche irrimediabilmente un "ex-qualcosa"? (ex-cotonificio, ex-ospedale... beh, dai... il liceo in cui son stata un anno è un ex-manicomio. Ci può anche stare).
P.P.S. il mondo è piccolo. Silvia, a venezia, che chiede il dottorato. Stamattina. Surprise, biiiiig surprise!
P.P.P.S. Bebbo è un mezzo santo. Così è dichiarato. Chi ti può accompagnare per uffici in università con la premessa (mai disattesa) di lunghe, noiosissime code se non un amico, appunto, mezzo santo? Che poi sia un rospo con un i-pod blu (niente in confronto alla mia cimice!), beh, è un'altra storia :P
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paubau «» 22:01 «»
commenti (3)
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TRUFFE, GABOLE e Co (Co.Co.Co. :P)
(girata da una mail ricevuta)
I "castoroni" dell' 892-892
Ci sono in giro due castori, magri, ambigui, in tutine attillate rosso fiamma, un incrocio tra
la Carrà e il primo Maurizio Vandelli, che fanno la pubblicità a un numero magico: l'892 892.
Un servizio che replica il vecchio numero 12 della Telecom Italia (rappresentato da un
pensionato in panchina), per le informazioni sugli elenchi telefonici. Per conoscere un numero
telefonico si chiama l'892 892 (www.892892.it) e si paga.
Ma quanto si paga?
Nel caso migliore, dal telefono di casa, 0,12 euro di scatto alla risposta e 0,03 euro al secondo
(QUASI 2 EURO AL MINUTO!!!). Cinque minuti per ottenere un numero di telefono costano
0,12 + (0,03 x 300 secondi), quindi 9,12 euro. Per un'ora di conversazione paghi 108 euro!!!
Ma chi ha autorizzato queste tariffe? In Italia chiunque può fare i prezzi che vuole? E poi quale
società fornisce questo servizio? La maggior parte di noi, dopo aver visto i castoroni e le bande
rosse orizzontali sul sito, risponderebbe: "Telecom Italia".
Sbagliato!
Il proprietario è la società internazionale InfoXX, ma il dominio www.892892.it è intestato a:
"Il Numero Italia srl (società a responsabilità limitata)". Quindi, se proprio volete delle informazioni
sugli elenchi, non telefonate, ma usate i siti gratuiti in Rete (es. www.paginebianche.it) o la vecchia
guida telefonica!!!
Attenzione: il numero 892 892 NON È TELECOM ma di un gruppo americano (Infoxx) che opera anche
in altri Paesi. Le informazioni pervenute NON hanno mai parlato di Telecom, ma NON hanno mai
specificato di NON ESSERE Telecom. Il servizio di Telecom è 892 412.
Sarebbe utile informare quante più persone possibili, visto le tariffe che vengono applicate.
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paubau «» 19:20 «»
commenti (1)
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